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Oggi come non mai viaggiare
sembra essere divenuta nella nostra società una necessità
insostituibile per alleviare lo stress di una vita sempre più
frenetica e logorante. Ciò vale tanto più soprattutto
se le mete prescelte per le proprie vacanze sono lontane ed esotiche.
Mosse forse da questa motivazione o magari più semplicemente
attratte dai vantaggi del cambio e da convenienti pacchetti tutto
compreso offerti dai tour operators, sempre più persone oggi
indirizzano le loro vacanze verso i paesi del sud del mondo.
Massificato ed appetibile quindi, il turismo oggi in realtà
risulta come un fenomeno complesso da analizzare, le cui conseguenze
in termini di impatto ambientale, culturale, sociale ed economico
sulle realtà ospitanti non possono essere ancora ignorate.
La moderna industria turistica, difatti è per lo più
devastante. Soprattutto nei paesi del Terzo Mondo questa implica
spesso la perdita di valori e tradizioni, la sottrazione di risorse
ed inoltre un diffuso disagio sociale, i quali non vengono minimamente
compensati da un'equa ridistribuzione del reddito generato, intascato,
invece per buona parte da poche multinazionali del settore.
Anche le possibilità di incontro e di scambio culturale
tra turisti e popolazioni locali sono, nella maggior parte dei casi,
fittizie o limitate a percorsi protetti con conseguenti esperienze
frettolose ed artefatte, se non irrispettose delle tradizioni locali.
E' in questo quadro sconsolante che si inserisce il progetto dell'Associazione
di Promozione e Difesa dei Diritti - Eryhtros atto, invece, a sviluppare
una forma di turismo del tutto alternativa.
La nostra associazione, infatti, è attiva fin dal 1997
nella promozione e nell'organizzazione di soggiorni turistici responsabili,
in special modo in Etiopia ed Eritrea.
Finalizzato proprio per realizzare una formula di turismo sostenibile
e corretta, il programma gestito da Eryhtros, in realtà,
rappresenta anche altro.
Oltre a garantire di fatto un contatto diretto, da parte del turista
consapevole, con le comunità locali ed a sviluppare da parte
di quest'ultime un ruolo di accoglienza semiprofessionale, il progetto
in questione è stato associato ai nostri programmi di sostegno
a distanza. Questi coinvolgono orfani ex minori, i quali frequentati
corsi appositi di formazione da noi gestiti, in collaborazione con
alcune ONG, e preparati all'inserimento professionale nel settore
turistico solidale, sono immessi con diverse mansioni nella nostra
struttura di ricezione alternativa, garantendo loro una emancipazione
lavorativa e sociale auto-sostenuta.
Dal 1993 al 2001 l'associazione Eryhtros ha assistito, sia in
Etiopia che in Eritrea, circa 3700 minori. Per quelli di loro che,
una volta raggiunta la maggiore età, è stato possibile
inserire in questo percorso formativo e professionale, l'impiego
nel campo del turismo solidale ha rappresentato, per buona parte
dei casi, l'unico sbocco lavorativo per loro praticabile nei contesti
sociali in cui vivevano.
Considerando le bellezze paesaggistiche e la vivacità di
tradizioni e costumi dei paesi nei quali abbiamo dato vita a questa
nostra esperienza, cospicue sono state le adesioni di persone nello
stesso tempo animate sia dalla curiosità di scoprire, comunque
in modo diverso, queste realtà lontane, sia naturalmente
sensibili nei confronti di realtà sociali spesso assai difficili.
Lo scopo che ci prefiggiamo è di non fornire semplice assistenzialismo
fine a se stesso, né ovviamente inseguire un facile business,
ma piuttosto dare impulso ad una politica di bilanciamento a catena
per cui le persone da noi sostenute si trasformino in imprenditori
di se stessi e magari agiscano da volano ad un indotto che permetta
di lavorare anche ad altri soggetti non direttamente coinvolti nel
nostro programma di sostegno. Ad esempio, si può prevedere
che questo nostro progetto possa incentivare il settore dell'artigianato
locale, i cui prodotti potrebbero essere posti in vendita anche
attraverso il meccanismo del commercio equo e solidale. E' ciò
che noi chiamiamo politica di compensazione, per cui da un iniziale
assistenza a carattere sociale si sviluppa automaticamente una iniziativa
a carattere squisitamente imprenditoriale, la quale a sua volta
dia impulso ad altre azioni di ricaduta umanitaria e così
via.
Con questo doppio obiettivo, quindi, di emancipazione sociale
e sviluppo economico, Eryhtros, fino allo scoppio della tragica
guerra proprio tra Etiopia ed Eritrea, avvenuto nel 1998, ha inserito
nel suo programma di turismo responsabile oltre 50 famiglie disagiate
e circa 80 orfani. Di questi soggetti, le prime hanno fornito l'accoglienza
recettiva direttamente nelle loro abitazioni, organizzate sul modello
dei bad and breakfast, mentre i secondi hanno agito oltre che da
guide preparate sulla storia e l'architettura delle località
visitate, anche e soprattutto da mediatori culturali, permettendo
al turista una comprensione non filtrata delle peculiarità
culturali del posto. Questo sistema ha consentito, quindi, oltre
di fornire un'opportunità lavorativa alle persone del luogo,
anche al turista responsabile una possibilità unica di conoscere
abitudini, costumi e usanze di altri popoli lontani da noi, altrimenti
ben difficilmente avvicinabili attraverso i soliti canali turistici.
Alla luce, quindi del successo della nostra esperienza vorremmo
coinvolgere altre associazioni interessate a questa iniziativa e
creare così una rete che coinvolga sia tutti i soggetti in
Italia impegnati nelle adozioni a distanza, sia altre associazioni
che si dedichino alla promozione del turismo responsabile.
L'obbiettivo che ci riproponiamo è quello di allargare
la nostra idea anche per altri paesi del sud del mondo, creando
opportunità di occupazione ed un reddito garantito per le
popolazioni residenti, in particolare per ragazzi orfani, famiglie
indigenti ed anche disabili, soggetti drammaticamente deboli in
contesti dove non esiste per lo più alcuna forma di protezione
sociale.
La rete strutturata che ci prefiggiamo di far venire alla luce
permetterà di comunicare tra loro alle singole associazioni,
prevedendo così la possibilità, oltre di scambiarsi
le diverse esperienze lavorative, anche di individuare, ad esempio,
quella struttura meglio specializzata nell'organizzare itinerari
turistici consapevoli in determinati paesi. Verrà a crearsi
in questo modo un'unica organizzazione a livello nazionale in grado
di soddisfare a tutto tondo le diverse esigenze del turista-viaggiatore.
In tal maniera le singole associazioni verrebbero a strutturarsi,
senza perdere la propria indipendenza, come terminali attivi di
un unico organismo nel quale prevedere in futuro l'opportunità
anche di emissione di tickets aerei, la scelta delle località
di soggiorno e la pianificazione di percorsi escursionistici, seguendo
il sistema delle agenzie di viaggio, ma con ben altri scopi umanitari,
conoscitivi ed economici.
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