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Social House |
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La Social House, nasce nel
1998 come ristorante etnico e con l'obiettivo di finanziare i progetti
dell'associazione, in particolare "Città invisibile" (assistenza e
integrazione delle donne vittime della prostituzione) e diventa ben
presto luogo d'incontro e di scambio tra le più diverse culture, in
special modo quelle dei paesi a più forte immigrazione qui in Italia.
In cucina e nelle sale, si sono incontrati e si sono confrontati molti
volontari italiani e stranieri ed inoltre, proprio all'interno del
progetto Social House, sono stati tentati con successo, i primi inserimenti
lavorativi di alcune ragazze assistite nel percorso di fuoriuscita
dal giro della prostituzione.
La novità del progetto è stata proprio nella volontà di proporre sbocchi
lavorativi alle persone disagiate alle quali l'associazione indirizza
primariamente i propri aiuti.
Il locale, è stato ricavato all'interno di una palazzina nel quartiere
di San Lorenzo a Roma ed ha offerto specialità eritree, etiopiche,
arabe, brasiliane facendosi inoltre, promotore di occasioni di scambio
e di contaminazione culturale.
Dopo la cena, infatti il ristorante ha messo a disposizione i propri
spazi per esibizioni ed improvvisazioni con chitarre e jambé, poi
su prenotazione, il locale ha offerto anche la disponibilità, per
incontri a tema, cene sociali, meeting di comunità straniere, presentazione
di cd o libri, e per altre iniziative che sposavano lo spirito solidale,
multietnico e di contaminazione sociale e culturale dell'Associazione
Erythros.
Alla base del progetto "Social House", c'è la convinzione di Erythros
che promuovere momenti di aggregazione, che facilitino la conoscenza
reciproca, siano un presupposto importante per l'integrazione sociale
del soggetto debole in genere e dell'immigrato in particolare, come
dire che il pregiudizio, padre di qualsiasi forma di razzismo e discriminazione,
può essere affrontato e superato promovendo la conoscenza reciproca.
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