Erythros - Associazione di Promozione e Difesa dei Diritti

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   Il fenomeno della prostituzione immigrata

Il Progetto:

E' necessario adeguare filosofie e criteri di intervento per produrre risposte meglio aderenti ai nuovi scenari esposti e per tenere in considerazione tutte le conoscenze maturate nelle precedenti esperienze. Tali adeguamenti riguarderanno l'esplorazione dei nuovi ambienti di espletamento delle attività di prostituzione, l'osservazione ed eventuale inclusione nelle azioni del contesto e degli altri attori del fenomeno, l'utilizzo di metodologie innovative, la sensibilizzazione del terreno sociale in senso lato.
  1. Ricerca, contatto e valutazione delle persone protagoniste
  2. Riduzione del danno psicofisico
  3. Azioni volte ad indirizzare le donne vittime della tratta
  4. Contatto col mondo prossimo alle protagoniste, in particolare clienti
  5. Interventi in luoghi chiusi dove si pratica la prostituzione
  6. Ricerca e valutazione
   Ricerca, contatto e valutazione delle persone protagoniste
Primo obiettivo è la ricerca del contatto con tutti i soggetti che lavorano volontariamente e non nel circuito della prostituzione; oltre al possibile verificarsi di contatti spontanei in cui sono le persone protagoniste stesse a dirigersi verso le strutture del progetto, laddove queste devono essere adeguatamente pubblicizzate, il progetto prevede l'utilizzo di risorse che svolgono un ruolo attivo in questa ricerca e contatto. Si adotta quindi una filosofia di approccio attivo all'area problematica con cui si vuole interagire al fine di modificarla, senza escludere nessun possibile contesto che sia utile alla ricerca di un contatto. Questa ricerca infatti dovrà avvenire:

  • Sulla strada (proseguendo così le attività che hanno già connotato i precedenti progetti);
  • Nelle diverse tipologie di situazioni "al chiuso": locali più esplicitamente connessi all'attività della prostituzione, appartamenti, centri salute e benessere, club ecc...;
  • Tramite l'esplorazione degli strumenti che pubblicizzano le attività delle prostitute/dei prostituti, e cioè annunci sui quotidiani e riviste pornografiche, annunci sui siti internet di natura pornografica o che più o meno esplicitamente possano alludere all'attività o nei servizi, inseriti sempre in siti internet, volti all'instaurazione o facilitazione di contatti interpersonali.

Immediatamente conseguente al contatto è la valutazione della persona o della situazione approcciata, in merito a:

  • Sesso, età dichiarata o presunta, provenienza, lingua parlata, grado di conoscenza della lingua italiana, tempo maturato di permanenza sul territorio italiano, eventuale provenienza da altra area cittadina, italiana o europea (oltre il luogo originario di provenienza);
  • Eventuali segni che rivelino lo stato di salute psicologica e fisica o eventuale violenza subita, indipendentemente dalle comunicazioni esplicite della persona approcciata;
  • Possibilità comunicative, di approfondimento della relazione, grado di disponibilità al contatto;
  • Eventuali segni o segnali che alludono ad una situazione di sfruttamento, di coercizione, di controllo (sorveglianza) sulla persona;
  • Grado di consapevolezza della persona circa i rischi che caratterizzano l'attività di prostituzione;
  • Ritmi quotidiani e settimanali di esposizione all'attività;
  • Esistenza di obiettivi che vadano oltre lo svolgimento dell'attività di prostituzione;
  • Esistenza di figli e di un partner fisso;
  • Esigenze, di qualsiasi natura, esplicitate direttamente dalla persona.

In generale, secondo la nostra filosofia di approccio e metodologia, la valutazione assegnerà la persona:

  • ad un'area di relativa "tranquillità", sollecitando un intervento volto alla riduzione del danno in generale;
  • ad un'area di maggiore criticità connessa a forti grado di sfruttamento non accettato e coercizione, sollecitando, se possibile e condiviso, un intervento di fuoriuscita.

Tra le due aree, è utile ricordarlo, non esiste un confine netto; la valutazione della persona è flessibile e soggetta alle evoluzioni che man mano possono svilupparsi nell'ambito di un rapporto che deve essere capace di prolungarsi in più occasioni di contatto e di crescere affettivamente e nel grado di fiducia reciproca tra operatori o volontari e le protagoniste/i protagonisti.

   Riduzione del danno psicofisico

Prima di parlare, in questo e nel successivo punto, delle due macroaree (menzionate nel precedente paragrafo 3.1.1) di intervento, premettiamo che il presente progetto assume come filosofia di fondo la consapevolezza che qualsiasi intervento potrà avere successo soltanto a partire dalle esigenze che i le persone protagoniste manifestano, o che gli operatori pian piano riusciranno a far esprimere nel rispetto e nella valorizzazione dei tempi individuali. Gli interventi pertanto saranno condotti in maniera flessibile e personalizzata. Eventuali forme di "sperimentazione" che attiveranno gli operatori dovranno sempre essere coniugate a questa filosofia di fondo.

Detto questo e riallacciandoci a quanto precedentemente riportato nel documento circa i rischi esistenti di contagio di MST e HIV, assegniamo alle azioni volte alla riduzione di questi rischi una spiccata centralità. Obiettivo fondamentale degli operatori sarà l'attività didattica-informativa svolta nei confronti delle prostitute/dei prostituti circa i corretti comportamenti da adottarsi nella transazione sessuale coi clienti per prevenire al massimo i rischi del contagio; aggiungendo a questo anche quanto concerne il rischio di gravidanza, le informazioni elargite riguarderanno:

  • Uso (ma soprattutto: corretto uso) dei profilattici, delle creme lubrificanti, includendo anche informazioni su quali sono i materiali da utilizzarsi, specialmente per quanto riguarda i lubrificanti idonei;
  • Modalità di trasmissione di virus e batteri che determinano il contagio;
  • Grado di rischio dei diversi tipi di contatto fisico e varianti di rapporto sessuale;
  • Misure possibili da adottarsi in caso di rottura di profilattici;
  • Contraccezione;
  • Interruzione della gravidanza o sua conclusione e successivo disconoscimento del figlio.

In generale, per quanto riguarda lo stato di salute delle persone contattate, altro obiettivo sarà quello di responsabilizzare loro verso la propria persona e nei riguardi dell'attività svolta e di facilitare le possibilità di valutazione del proprio stato di salute fornendo informazioni sui tipi di accertamenti sanitari da effettuare nell'immediato e periodicamente e sulle strutture sanitarie che sono in grado di fornire queste possibilità di verifica.

Parallelamente bisognerà porre particolare attenzione anche agli aspetti più schiettamente psicologici e di inserimento culturale che riguardano il benessere della persona. Riteniamo che già la possibilità di avere dei contatti e di instaurare una relazione con figure diverse da quelle solitamente incontrate nella propria esperienza di prostituta/o, se l'incontro e con operatori motivati e ben formati, è una fonte di benessere per le persone contattate. Già nei contatti, se ben condotti, è possibile realizzare degli interventi che, individuate eventuali carenze di autostima e di percezione della propria autonomia, favoriscano il rafforzarsi di queste qualità nelle persone contattate. Eventuali problematiche specifiche riguardanti la salute psicologica dovranno essere percepite dagli operatori e affrontate con l'ausilio di personale dello sportello o facente parte della rete cui è connesso il progetto.

L'altra possibile fonte di disagio riguarda l'essere trapiantati in un contesto culturale ed etnico distante da quello di provenienza. L'obiettivo di un miglior inserimento nel contesto di arrivo sarà curato in special modo dai mediatori culturali e tramite l'utilizzo di risorse inserite nella rete di aiuto, quali ad esempio la possibilità di frequentare corsi di lingua italiana.

Altri disagi, riducibili nel contesto delle azioni previste dal progetto, sono quelli più direttamente connessi con lo status di immigrato, e di immigrato clandestino, detenuto dalle persone contattate. L'obiettivo di riduzione del disagio derivante da questo stato sarà curato dagli operatori che saranno formati per essere in grado di elargire le conoscenze fondamentali circa la legislazione ed i servizi esistenti per gli immigrati o inviando le persone contattate verso lo sportello, o altri servizi facenti parte della rete cui è inserito il progetto, laddove si ritenga utile un intervento di grado più complesso.

   Azioni volte a indirizzare le persone vittime di tratta

Le vittime di tratta e di situazioni marcatamente segnate da uno sfruttamento di tipo anche para-schiavistico, rappresentano l'aspetto più drammaticamente delicato e complesso del fenomeno cui il progetto è dedicato. Questa complessità allude a difficoltà di intervento di grado molto elevato che, comunque, non devono dissuaderci dal mantenere come obiettivo favorire e realizzare la fuoriuscita delle vittime dallo stato di coercizione e/o sfruttamento.

Comprendere quali segnali evidenziano, nel nostro lavoro, il fatto di esserci imbattuti in una di queste situazioni, se lo stato di vittima non viene apertamente dichiarato dalla persona contattata; essere in grado di fare appello a tutte le risorse per rendere efficace la comunicazione con queste persone: queste devono essere doti degli operatori, fondate sulla loro motivazione e sulla formazione acquisita.

Nel contatto con le vittime di tratta, la comunicazione deve essere diretta a recuperare, nella donna, la percezione di poter influenzare gli eventi della sua vita, di poter rinegoziare la sua posizione di vulnerabilità. La comunicazione deve così impedire la cristallizzazione del meccanismo di "adattamento per rinuncia", di "adattamento allo sfruttamento". Secondo la nostra filosofia di intervento il recupero del senso di responsabilità (un requisito strettamente collegato con l'empowerment, cioè il potenziamento della capacità di mobilitazione e dell'uso delle proprie risorse) è basilare per una soggettività e individualità che devono affermare una visione della propria persona dignitosa e rispettosa di sé e degli altri. La responsabilità può essere vista come una delle funzioni che presiedono ai processi di differenziazione sociale. Non chiedere responsabilità ad alcuni soggetti, o chiederla in modo parziale o marginale, comporta il rischio di agire in un ottica essenzialmente paternalistica e di assistenza, può significare attribuire ad essi meno potere, meno rilevanza sociale, meno opportunità di socializzazione, apprendimento, integrazione e scambio.

Tenuto conto quanto sopra, sono quindi previste azioni ben precise, specifiche per questo delicato ambito, quale obiettivo da realizzare comunque in funzione del più ambizioso obiettivo di possibile fuoriuscite dalla tratta. Tale azioni possono avere successo solamente con un lavoro di rete, cioè con lo stretto raccordo di tutte le istituzioni pubbliche e private e con il coordinamento delle diverse tipologie di azioni, che offrono protezione alla vittima della tratta (casa famiglia) ed una alternativa concreta (inserimento sociale e lavorativa).

Aggiungiamo inoltre che spesso in aggiunta ad una fuoriuscita può prodursi lo smantellamento di porzioni della rete del traffico di persone a fini sessuali, o l'arresto di singoli sfruttatori; eventi, questi, che non sono indispensabili in un ottica che prioritariamente, a nostro avviso, deve dare comunque la precedenza all'aiuto delle persone trafficate, ma che senz'altro hanno una ricaduta positiva su tutta l'area in questione.

   Contatto col mondo prossimo alle protagoniste

Questo obiettivo ha l'ambizione di rappresentare una notevole fonte di innovazione nel mondo dei progetti rivolti al fenomeno prostituzione. Vogliamo entrare in contatto, in una sequenza fatta a cerchi concentrici: con i soggetti più prossimi alle persone protagoniste: i clienti; con le aree di attività più prossime al mondo delle persone protagoniste; infine, tentare addirittura un coinvolgimento più ampio della sensibilità sociale verso il fenomeno prostituzione. E questo non solo con fini che vengano a soddisfare esigenze di ricerca, ma anche con l'obiettivo di costruire nuove possibilità di intervento rispetto agli obiettivi principali esposti nei due punti precedenti e con la volontà di cominciare a costruire un'azione "di terreno" rispetto al fenomeno.

Contenuti e modalità di intervento connessi a questo obiettivo sono più esaurientemente esposti in una serie di punti dedicati, contenuti nel capitolo del documento riguardante le metodologie e gli ambiti di intervento.

   Interventi in luoghi chiusi dove si pratica la prostituzione

testo per il momento mancante

   Ricerca e valutazione
E' prevista la raccolta delle informazioni rilevate in seno alle attività svolte dagli operatori, nei contatti sia con le prostitute/i prostituti che con gli ambiti collegati. A tal fine si utilizzeranno metodi quantitativi che raccolgono le procedure finalizzate ad ottenere "numeri" trattabili statisticamente, e metodi qualitativi che sono orientati ad approfondire aspetti e dimensioni.

Relativo al metodo quantitativo, il progetto intende utilizzare i seguenti strumenti:

  • Schede di raccolta dati in forma standardizzata, dedicate ai singoli ambiti di intervento (compilazione a cura degli operatori);
  • Interviste semi-standardizzate con le protagoniste, che permetterebbero di ricevere eventualmente informazioni in più.

Relativo al metodo qualitativo, il progetto intende utilizzare i seguenti strumenti:

  • Interviste non standardizzate, che permetterebbero anche un eventuale controllo dei metodi e degli strumenti utilizzati;
  • Stesura di relazioni, sotto forma di diari, sempre da parte degli operatori;
  • "Diari", autobiografie delle protagoniste;
  • Osservazione partecipante, cioé l'osservazione continua della realtà delle protagoniste, che permetterebbero uno sguardo allargato rispetto ai diari regolari degli operatori.

I dati vengono gestiti in un database a livello centralizzato, presso la sede dell'Associazione. Saranno effettuate, a cadenza mensile, le analisi sulla base dei dati raccolti, con particolare riguardo alla formulazione di indici che rendano conto dell'efficacia delle azioni condotte. L'analisi dei dati avrà come effetto la possibile ridefinizione dei criteri di intervento o la formulazione di nuove sperimentazioni effettuabili in funzione di nuove conoscenze acquisite e dei risultati dei monitoraggi effettuati. Si configura quindi l'ulteriore obiettivo, la gestione di un vero e proprio mini-laboratorio sul fenomeno prostituzione, tratta e interventi connessi, capace di fornire nuovo materiale per la ricerca già esistente in questo settore di intervento sociale. Tale mini-laboratorio prevede per lo più l'integrazione dei dati già da noi raccolti oppure in possesso del privato sociale o delle pubbliche amministrazioni che hanno attivato interventi e/o ricerche sul fenomeno, riguardanti la prostituzione, l'immigrazione ed il traffico internazionale di donne e minori a scopo di sfruttamento sessuale. Scopo di tale azione di network sarà la definizione delle potenzialità, delle interazioni e dell'incidenza delle associazioni nell'intervento sulla prostituzione, e la creazione, all'interno delle reti, di una cultura d'approccio omogenea capace di contrastare, in particolare, la tratta sessuale, nonché l'attivazione di un rafforzato sistema di raccordo ed integrazione dei diversi interventi intrapresi sul territorio locale, ma anche nazionale. Riteniamo ulteriormente utile lo studio sistematico dell'idea della prostituzione che emerge dai mass-media e che influenzano l'opinione pubblica (rimandiamo al capitolo 3.2.4.2.).


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