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Ricerca, contatto
e valutazione delle persone protagoniste |
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Primo obiettivo è la
ricerca del contatto con tutti i soggetti che lavorano volontariamente
e non nel circuito della prostituzione; oltre al possibile verificarsi
di contatti spontanei in cui sono le persone protagoniste stesse a
dirigersi verso le strutture del progetto, laddove queste devono essere
adeguatamente pubblicizzate, il progetto prevede l'utilizzo di
risorse che svolgono un ruolo attivo in questa ricerca e contatto.
Si adotta quindi una filosofia di approccio attivo all'area problematica
con cui si vuole interagire al fine di modificarla, senza escludere
nessun possibile contesto che sia utile alla ricerca di un contatto.
Questa ricerca infatti dovrà avvenire:
- Sulla strada (proseguendo così le attività che
hanno già connotato i precedenti progetti);
- Nelle diverse tipologie di situazioni "al chiuso":
locali più esplicitamente connessi all'attività
della prostituzione, appartamenti, centri salute e benessere,
club ecc...;
- Tramite l'esplorazione degli strumenti che pubblicizzano
le attività delle prostitute/dei prostituti, e cioè
annunci sui quotidiani e riviste pornografiche, annunci sui siti
internet di natura pornografica o che più o meno esplicitamente
possano alludere all'attività o nei servizi, inseriti
sempre in siti internet, volti all'instaurazione o facilitazione
di contatti interpersonali.
Immediatamente conseguente al contatto è la valutazione
della persona o della situazione approcciata, in merito a:
- Sesso, età dichiarata o presunta, provenienza, lingua
parlata, grado di conoscenza della lingua italiana, tempo maturato
di permanenza sul territorio italiano, eventuale provenienza da
altra area cittadina, italiana o europea (oltre il luogo originario
di provenienza);
- Eventuali segni che rivelino lo stato di salute psicologica
e fisica o eventuale violenza subita, indipendentemente dalle
comunicazioni esplicite della persona approcciata;
- Possibilità comunicative, di approfondimento della relazione,
grado di disponibilità al contatto;
- Eventuali segni o segnali che alludono ad una situazione di
sfruttamento, di coercizione, di controllo (sorveglianza) sulla
persona;
- Grado di consapevolezza della persona circa i rischi che caratterizzano
l'attività di prostituzione;
- Ritmi quotidiani e settimanali di esposizione all'attività;
- Esistenza di obiettivi che vadano oltre lo svolgimento dell'attività
di prostituzione;
- Esistenza di figli e di un partner fisso;
- Esigenze, di qualsiasi natura, esplicitate direttamente dalla
persona.
In generale, secondo la nostra filosofia di approccio e metodologia,
la valutazione assegnerà la persona:
- ad un'area di relativa "tranquillità",
sollecitando un intervento volto alla riduzione del danno in generale;
- ad un'area di maggiore criticità connessa a forti
grado di sfruttamento non accettato e coercizione, sollecitando,
se possibile e condiviso, un intervento di fuoriuscita.
Tra le due aree, è utile ricordarlo, non esiste un confine
netto; la valutazione della persona è flessibile e soggetta
alle evoluzioni che man mano possono svilupparsi nell'ambito
di un rapporto che deve essere capace di prolungarsi in più
occasioni di contatto e di crescere affettivamente e nel grado di
fiducia reciproca tra operatori o volontari e le protagoniste/i
protagonisti.
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Riduzione del danno
psicofisico |
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Prima di parlare, in questo e nel successivo punto, delle due macroaree
(menzionate nel precedente paragrafo 3.1.1) di intervento, premettiamo
che il presente progetto assume come filosofia di fondo la consapevolezza
che qualsiasi intervento potrà avere successo soltanto a
partire dalle esigenze che i le persone protagoniste manifestano,
o che gli operatori pian piano riusciranno a far esprimere nel rispetto
e nella valorizzazione dei tempi individuali. Gli interventi pertanto
saranno condotti in maniera flessibile e personalizzata. Eventuali
forme di "sperimentazione" che attiveranno gli operatori
dovranno sempre essere coniugate a questa filosofia di fondo.
Detto questo e riallacciandoci a quanto precedentemente riportato
nel documento circa i rischi esistenti di contagio di MST e HIV,
assegniamo alle azioni volte alla riduzione di questi rischi una
spiccata centralità. Obiettivo fondamentale degli operatori
sarà l'attività didattica-informativa svolta
nei confronti delle prostitute/dei prostituti circa i corretti comportamenti
da adottarsi nella transazione sessuale coi clienti per prevenire
al massimo i rischi del contagio; aggiungendo a questo anche quanto
concerne il rischio di gravidanza, le informazioni elargite riguarderanno:
- Uso (ma soprattutto: corretto uso) dei profilattici, delle creme
lubrificanti, includendo anche informazioni su quali sono i materiali
da utilizzarsi, specialmente per quanto riguarda i lubrificanti
idonei;
- Modalità di trasmissione di virus e batteri che determinano
il contagio;
- Grado di rischio dei diversi tipi di contatto fisico e varianti
di rapporto sessuale;
- Misure possibili da adottarsi in caso di rottura di profilattici;
- Contraccezione;
- Interruzione della gravidanza o sua conclusione e successivo
disconoscimento del figlio.
In generale, per quanto riguarda lo stato di salute delle persone
contattate, altro obiettivo sarà quello di responsabilizzare
loro verso la propria persona e nei riguardi dell'attività
svolta e di facilitare le possibilità di valutazione del
proprio stato di salute fornendo informazioni sui tipi di accertamenti
sanitari da effettuare nell'immediato e periodicamente e sulle
strutture sanitarie che sono in grado di fornire queste possibilità
di verifica.
Parallelamente bisognerà porre particolare attenzione anche
agli aspetti più schiettamente psicologici e di inserimento
culturale che riguardano il benessere della persona. Riteniamo che
già la possibilità di avere dei contatti e di instaurare
una relazione con figure diverse da quelle solitamente incontrate
nella propria esperienza di prostituta/o, se l'incontro e con
operatori motivati e ben formati, è una fonte di benessere
per le persone contattate. Già nei contatti, se ben condotti,
è possibile realizzare degli interventi che, individuate
eventuali carenze di autostima e di percezione della propria autonomia,
favoriscano il rafforzarsi di queste qualità nelle persone
contattate. Eventuali problematiche specifiche riguardanti la salute
psicologica dovranno essere percepite dagli operatori e affrontate
con l'ausilio di personale dello sportello o facente parte
della rete cui è connesso il progetto.
L'altra possibile fonte di disagio riguarda l'essere
trapiantati in un contesto culturale ed etnico distante da quello
di provenienza. L'obiettivo di un miglior inserimento nel contesto
di arrivo sarà curato in special modo dai mediatori culturali
e tramite l'utilizzo di risorse inserite nella rete di aiuto,
quali ad esempio la possibilità di frequentare corsi di lingua
italiana.
Altri disagi, riducibili nel contesto delle azioni previste dal
progetto, sono quelli più direttamente connessi con lo status
di immigrato, e di immigrato clandestino, detenuto dalle persone
contattate. L'obiettivo di riduzione del disagio derivante
da questo stato sarà curato dagli operatori che saranno formati
per essere in grado di elargire le conoscenze fondamentali circa
la legislazione ed i servizi esistenti per gli immigrati o inviando
le persone contattate verso lo sportello, o altri servizi facenti
parte della rete cui è inserito il progetto, laddove si ritenga
utile un intervento di grado più complesso.
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Azioni volte a indirizzare le persone vittime di tratta |
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Le vittime di tratta e di situazioni marcatamente segnate da uno
sfruttamento di tipo anche para-schiavistico, rappresentano l'aspetto
più drammaticamente delicato e complesso del fenomeno cui
il progetto è dedicato. Questa complessità allude
a difficoltà di intervento di grado molto elevato che, comunque,
non devono dissuaderci dal mantenere come obiettivo favorire e realizzare
la fuoriuscita delle vittime dallo stato di coercizione e/o sfruttamento.
Comprendere quali segnali evidenziano, nel nostro lavoro, il fatto
di esserci imbattuti in una di queste situazioni, se lo stato di
vittima non viene apertamente dichiarato dalla persona contattata;
essere in grado di fare appello a tutte le risorse per rendere efficace
la comunicazione con queste persone: queste devono essere doti degli
operatori, fondate sulla loro motivazione e sulla formazione acquisita.
Nel contatto con le vittime di tratta, la comunicazione deve essere
diretta a recuperare, nella donna, la percezione di poter influenzare
gli eventi della sua vita, di poter rinegoziare la sua posizione
di vulnerabilità. La comunicazione deve così impedire
la cristallizzazione del meccanismo di "adattamento per rinuncia",
di "adattamento allo sfruttamento". Secondo la nostra
filosofia di intervento il recupero del senso di responsabilità
(un requisito strettamente collegato con l'empowerment, cioè
il potenziamento della capacità di mobilitazione e dell'uso
delle proprie risorse) è basilare per una soggettività
e individualità che devono affermare una visione della propria
persona dignitosa e rispettosa di sé e degli altri. La responsabilità
può essere vista come una delle funzioni che presiedono ai
processi di differenziazione sociale. Non chiedere responsabilità
ad alcuni soggetti, o chiederla in modo parziale o marginale, comporta
il rischio di agire in un ottica essenzialmente paternalistica e
di assistenza, può significare attribuire ad essi meno potere,
meno rilevanza sociale, meno opportunità di socializzazione,
apprendimento, integrazione e scambio.
Tenuto conto quanto sopra, sono quindi previste azioni ben precise,
specifiche per questo delicato ambito, quale obiettivo da realizzare
comunque in funzione del più ambizioso obiettivo di possibile
fuoriuscite dalla tratta. Tale azioni possono avere successo solamente
con un lavoro di rete, cioè con lo stretto raccordo di tutte
le istituzioni pubbliche e private e con il coordinamento delle
diverse tipologie di azioni, che offrono protezione alla vittima
della tratta (casa famiglia) ed una alternativa concreta (inserimento
sociale e lavorativa).
Aggiungiamo inoltre che spesso in aggiunta ad una fuoriuscita può
prodursi lo smantellamento di porzioni della rete del traffico di
persone a fini sessuali, o l'arresto di singoli sfruttatori;
eventi, questi, che non sono indispensabili in un ottica che prioritariamente,
a nostro avviso, deve dare comunque la precedenza all'aiuto
delle persone trafficate, ma che senz'altro hanno una ricaduta
positiva su tutta l'area in questione.
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Contatto col mondo prossimo alle protagoniste |
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Questo obiettivo ha l'ambizione di rappresentare una notevole
fonte di innovazione nel mondo dei progetti rivolti al fenomeno
prostituzione. Vogliamo entrare in contatto, in una sequenza fatta
a cerchi concentrici: con i soggetti più prossimi alle persone
protagoniste: i clienti; con le aree di attività più
prossime al mondo delle persone protagoniste; infine, tentare addirittura
un coinvolgimento più ampio della sensibilità sociale
verso il fenomeno prostituzione. E questo non solo con fini che
vengano a soddisfare esigenze di ricerca, ma anche con l'obiettivo
di costruire nuove possibilità di intervento rispetto agli
obiettivi principali esposti nei due punti precedenti e con la volontà
di cominciare a costruire un'azione "di terreno"
rispetto al fenomeno.
Contenuti e modalità di intervento connessi a questo obiettivo
sono più esaurientemente esposti in una serie di punti dedicati,
contenuti nel capitolo del documento riguardante le metodologie
e gli ambiti di intervento.
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Ricerca e valutazione |
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E' prevista la raccolta
delle informazioni rilevate in seno alle attività svolte dagli
operatori, nei contatti sia con le prostitute/i prostituti che con
gli ambiti collegati. A tal fine si utilizzeranno metodi quantitativi
che raccolgono le procedure finalizzate ad ottenere "numeri"
trattabili statisticamente, e metodi qualitativi che sono orientati
ad approfondire aspetti e dimensioni.
Relativo al metodo quantitativo, il progetto intende utilizzare
i seguenti strumenti:
- Schede di raccolta dati in forma standardizzata, dedicate ai
singoli ambiti di intervento (compilazione a cura degli operatori);
- Interviste semi-standardizzate con le protagoniste, che permetterebbero
di ricevere eventualmente informazioni in più.
Relativo al metodo qualitativo, il progetto intende utilizzare
i seguenti strumenti:
- Interviste non standardizzate, che permetterebbero anche un
eventuale controllo dei metodi e degli strumenti utilizzati;
- Stesura di relazioni, sotto forma di diari, sempre da parte
degli operatori;
- "Diari", autobiografie delle protagoniste;
- Osservazione partecipante, cioé l'osservazione continua
della realtà delle protagoniste, che permetterebbero uno
sguardo allargato rispetto ai diari regolari degli operatori.
I dati vengono gestiti in un database a livello centralizzato,
presso la sede dell'Associazione. Saranno effettuate, a cadenza
mensile, le analisi sulla base dei dati raccolti, con particolare
riguardo alla formulazione di indici che rendano conto dell'efficacia
delle azioni condotte. L'analisi dei dati avrà come
effetto la possibile ridefinizione dei criteri di intervento o la
formulazione di nuove sperimentazioni effettuabili in funzione di
nuove conoscenze acquisite e dei risultati dei monitoraggi effettuati.
Si configura quindi l'ulteriore obiettivo, la gestione di un
vero e proprio mini-laboratorio sul fenomeno prostituzione,
tratta e interventi connessi, capace di fornire nuovo materiale
per la ricerca già esistente in questo settore di intervento
sociale. Tale mini-laboratorio prevede per lo più l'integrazione
dei dati già da noi raccolti oppure in possesso del privato
sociale o delle pubbliche amministrazioni che hanno attivato interventi
e/o ricerche sul fenomeno, riguardanti la prostituzione, l'immigrazione
ed il traffico internazionale di donne e minori a scopo di sfruttamento
sessuale. Scopo di tale azione di network sarà la definizione
delle potenzialità, delle interazioni e dell'incidenza delle
associazioni nell'intervento sulla prostituzione, e la creazione,
all'interno delle reti, di una cultura d'approccio omogenea capace
di contrastare, in particolare, la tratta sessuale, nonché
l'attivazione di un rafforzato sistema di raccordo ed integrazione
dei diversi interventi intrapresi sul territorio locale, ma anche
nazionale. Riteniamo ulteriormente utile lo studio sistematico dell'idea
della prostituzione che emerge dai mass-media e che influenzano
l'opinione pubblica (rimandiamo al capitolo 3.2.4.2.).
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