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Ambiti di intervento e metodologie
Unità mobile di strada per contatto e azioni conseguenti
Nell'ambito del progetto "Città Invisibile"
è stata costituita nel 1996 una Unità mobile finalizzata
ad attuare un intervento non solo di riduzione del danno, ma anche
teso a favorire l'uscita delle donne vittime della tratta sessuale
dallo sfruttamento. L'equipe ha compreso operatori esperti in campo
medico, ginecologico, psicologico, sociale ed educativo nonché
operatrici alla pari, cioè mediatrici culturali. Quest'ultime
sono di una importanza fondamentale per poter interagire con le prostitute
straniere, in quanto vivono - da persona immigrata - spesso
la dimensione dell'"esser tra". La specificità culturale
delle diverse etnie richiede una attenzione particolare relativa sia
ai loro costumi, tradizioni e codici in generale che ai significati
che culture differenti attribuiscono all'esperienza della prostituzione
in specifico. Come abbiamo ritenuto nell'ambito del progetto "Città
Invisibile" fondamentale la modalità di approccio di interculturalità,
lo riteniamo anche per la proposta di questo progetto. Tale approccio
però deve porsi come invito e non come intrusione o giudizio
rispetto alle convenzioni ed alle scelte di vita.
L'Unità mobile uscirà sul territorio prestabilito almeno
tre volte a settimana per almeno quattro ore dalle ore 22.00 alle
ore 2.00 (orario elastico che dipende dalle esigenze momentanee delle
protagoniste).
L'equipe avrà il compito di
- contattare in maniera spontanea le persone sulla strada e di
relazionarsi con loro per costruire una relazione stabile e di
fiducia. La costruzione di una specie di alleanza tra l'operatore
e la prostituta dovrà basarsi su una strategia di ascolto
efficace che comunque dovrà tenersi conto della diffidenza
con la quale questi servizi, in particolare inizialmente, sono
accolti;
- individuare le esigenze ed i bisogni della persona che si prostituisce
e di dare risposte adeguate ed un aiuto concreto;
- potenziare la capacità di mobilitazione e uso delle proprie
risorse della prostituta che prevede pure il recupero di un sentimento
di speranza e percezione della possibilità di influenzare
i risultati dei propri comportamenti e degli eventi della vita;
- individuare delle persone, tra chi si prostituisce, atte a formare
gruppi di aiuto. A tali persone sarà evidenziata la possibilità
di fungere da punto di riferimento per informazioni di base sulla
prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e di partecipare
eventualmente a gruppi di auto aiuto per affrontare le problematiche
che caratterizzano la propria condizione di emarginazione;
- distribuire materiale informativo specifico e plurilingue sui
servizi sanitari, sul servizio di consulenza telefonica, sullo
sportello di consulenza legale, psicologica e sociale, sulla legge
in materia di immigrazione (con traduzioni che verranno aggiornate
durante l'iter del progetto ogni qualvolta si riscontrino
nuove provenienze non esistenti al varo del progetto), corredato
da illustrazioni; il materiale sarà anche se necessario,
oltre che plurilingue, modulato in base ai diversi modelli etnico/cognitivi
delle persone contattate;
- avviare la persona in caso di bisogno ad altri servizi esistenti
sul territorio ed offrire l'accompagnamento a tali servizi;
- distribuire profilattici, creme, cerotti ed altro materiale
sanitario; distribuire generi di conforto, anche in funzione della
situazione climatica;
- coordinarsi con tutte le altre strutture del progetto Roxanne
e con le altre strutture dell'associazione Erythros;
- Alcune uscite saranno in toto o in parte dedicate allo studio
di fattibilità di interventi ed eventuale operatività
nell'ambito di azioni rivolte 1) alle figure prossime a chi
si prostituisce (in particolare i clienti), e 2) alla prostituzione
offerta in luoghi chiusi (vedi approfondimenti nel successivo
punto 3.2.3).
Call center di emergenza
E' disponibile 24 ore su 24, tramite turni di reperibilità,
la possibilità da parte degli operatori di interpellare telefonicamente
un coordinatore esterno per qualsiasi esigenza. Per ovvii motivi
si utilizza un telefono cellulare.
Intorno e vicino alle persone protagoniste
Introduzione
Progetti condotti nell'ambito del fenomeno prostituzione
e tratta sessuale, elaborati e condotti nei recenti tempi passati,
hanno visto realizzati metodi, attività di ricerca e operatività
prettamente indirizzati verso gli attori "centrali" del
fenomeno: i soggetti prostituiti/che si prostituiscono.
In base all'esperienza maturata nelle attività già
svolte, alla evidenza che la prostituzione è un sistema che
comprende sicuramente un co-protagonista (il cliente) e che spesso
mobilita intorno agli attori principali soggetti e attività
collaterali economicamente motivate; considerando inoltre che chi
si prostituisce può condividere spazi sociali facilmente
identificabili, legati alla etnia di origine e all'appartenenza
ad un culto, ad abitudini prevalenti nei momenti di svago, ecc.,
intendiamo ampliare gli ambiti di osservazione e di intervento operativo,
con conseguente arricchimento anche della ricerca, andando oltre
l'ambito ristretto dei destinatari finali: oltre chi si prostituisce
o viene prostituito.
(La stessa metodologia fiduciaria, che verrà illustrata nel
capitolo 4 del documento), rappresenta un esempio particolare di
uso creativo di un dato riguardante chi è più vicino
alle prostitute: i clienti particolarmente sensibili, i clienti
salvatori che tanto successo hanno avuto e che col loro operato
hanno ispirato l'idea di riprodurre artificialmente il fenomeno
- integrando comunque, vogliamo sottolinearlo, l'artificialità
con una forte base di motivazione e di memoria ed intelligenza emotive
degli operatori -, coi risultati positivi già evidenziati).
Nel nostro progetto pensiamo di allargare il focus dell'attenzione
e delle azioni oltre il ristretto ambito che vede come unici destinatari
del nostro operare le persone che si prostituiscono; riteniamo così
di poter sfruttare nuove leve di azione capaci di accrescere ulteriormente
l'efficacia di interventi rispetto i fenomeni prostituzione
ed in particolare, la tratta.
Consapevolezza del fenomeno nella società
E' passato quasi un ventennio da quando è cominciata
a comparire la presenza della prostituzione immigrata sulle strade
italiane. Il fenomeno, così totalmente scoperto nel suo manifestarsi
sul versante dell'offerta e con una numerosissima e altrettanto
visibile (anche se sempre anonima) presenza della controparte (la
domanda, i clienti), ha stentato a essere compreso e svelato in
tutti i suoi meccanismi di produzione e mantenimento in essere,
anche per quanto riguarda l'estremo connesso con la tratta
e la coercizione. Ma nonostante che questa conoscenza sia poi cresciuta
e al grandissimo, percepibile movimento della domanda rispetto a
questo genere di prostituzione - che denota comunque una rilevanza
sociale notevole del fenomeno - la sensazione che abbiamo è
che in realtà poco si discuta di quanto è avvenuto
e avviene sulle nostre strade, e in generale per la prostituzione.
Permane un atteggiamento di chiusura e di occultamento del fenomeno.
Fanno notizia e rimangono fatti isolati, non legati da una trama
narrativa, quasi solo le notizie di cronaca nera. Eventuali mobilitazioni
sociali si sono prodotte al solo fine di "ripulire" i
quartieri dalle presenze, ritenute fastidiose, di prostitute/i,
come hanno dimostrato in modo particolare le reazioni di cittadini
alle massicce retate nel 1994, che durante e dopo le ripuliture
dei loro quartieri hanno organizzato fiaccolate per "illuminare"
i marciapiedi e vanificare così lo "sconcio e disgustoso"
commercio (Milano), o addirittura delle feste (Bolzano).
La relativamente recente comparsa sul campo dei progetti di aiuto
alle persone che si prostituiscono ha sicuramente fatto crescere
il livello di conoscenza e consapevolezza su questo mondo. Intorno
alle attività delle entità che curano questi progetti,
e non solo, si sono anche creati gruppi di persone interessate a
discutere in maniera aperta (in seminari, in gruppi di amici, tra
ex o attuali clienti) di questi argomenti.
Pensiamo che tutte le azioni volte ad estendere questa consapevolezza
aperta, non giudicante, serenamente esposta "alla luce del
sole", per ora relegata a pochi addetti ai lavori, possa far
crescere la coscienza civile del contesto sociale rispetto al fenomeno;
con un tornaconto positivo anche per le nostre attività,
che verrebbero a realizzarsi in un terreno migliore per il conseguimento
degli obiettivi. Collaborare alla creazione di una "narrativa"
del fenomeno, obiettiva e comprensiva di tutti i suoi risvolti,
capace di restituire dignità e storia a quella folla di
visi, di corpi e di anime che è comparsa sulle nostre
strade (così come lì siam comparsi "noi",
i loro clienti) e curarne la diffusione tramite strumenti e
linguaggi di semplice e immediata lettura collettiva, sarà
un nostro impegno, aggiunto a quelli più propriamente e istituzionalmente
legati al presente progetto. Esponiamo degli esempi, alcuni dei
quali per la loro realizzazione dovrebbero senz'altro vedere
coinvolto l'Ente Committente del Progetto:
- Intitolare una via o una piazza di Roma alle Vittime di Tratta
(pensiamo anche ad un monumento, una scultura): alcune di
loro hanno perso la vita o hanno subito notevoli danni psicofisici
proprio sul nostro territorio; altre, per fortuna, in questa città
hanno trovato salvezza e accoglienza. Pubblicizzare l'evento
tramite gli organi mediatici;
- Allestire uno spazio mostra nella città che narri
con foto, scritte e documentari la storia di queste donne ed uomini
e che illustri anche il lavoro svolto e da svolgere da chi ha
operato in loro aiuto;
- Curare che venga inserito, se possibile, nell'ambito
di manifestazioni di grande richiamo pubblico - ad esempio
il tradizionale concerto/incontro del primo maggio - uno
spazio/discorso dedicato all'esistenza di questo mondo, dei
suoi problemi e, ancora, a chi opera;
- Sensibilizzare il mondo dell'arte, stranamente quasi
del tutto assente rispetto al fenomeno (tranne rarissime eccezioni)
nonostante la sua capacità di percepire i fenomeni sociali
e tradurli in un linguaggio altamente divulgabile (pensiamo anche
al mondo della canzone più popolare). Potrebbe essere realizzati:
un concorso (per canzoni, per poesie, per foto), un concerto,
una rassegna cinematografica, una mostra fotografica, un CD...
Tentare di chiedere agli artisti cantanti se all'interno
dei loro concerti possano aprire una finestra sull'argomento
(messaggi rivolti ai giovani);
- Attivare periodicamente catene di e-mail (nel pieno rispetto
delle regole anti-spamming) che divulghino messaggi non pesanti,
chiari, equilibrati, informativi del fenomeno e delle sue evoluzioni;
che richiamino fortemente il concetto di responsabilità
sociale verso i soggetti coinvolti e le possibilità di
tutela della loro salute e di aiuto esistenti;
- Cercare di coinvolgere, se possibile, quelle aziende che
nella loro pubblicità più macroscopica (pensiamo
a Benetton) si avvalgono della tecnica di usare messaggi costituiti
da immagini accese o provocatorie;
- Distribuire materiale informativo, espressamente creato per
questo scopo, in ambiti totalmente distanti da quelli tradizionali,
ma di grande richiamo collettivo e aperto a fasce di età
e ceti sociali diversi: stadi, cinema, concerti, momenti di incontro
sociale vari. Diciamo: ha un effetto psicologico e simbolico fortemente
diverso distribuire un depliant sul fenomeno all'ingresso
di un cinema "d'essai" con programmazione d'alto
profilo culturale piuttosto che all'ingresso di un cinema
a luci rosse (senza peraltro abbandonare la seconda possibilità)!;
- In tutte queste cose, si terrà debito conto, e rispetto,
del fatto che la prostituzione non è solo tratta e
sfruttamento, usando linguaggi e forme equilibrate e non lesive
delle opinioni tutte sul fenomeno. Sarà sempre premesso
nei messaggi che non si vuole offendere nessuno e che lo scopo
è solo la divulgazione di conoscenze su fenomeni diffusi
e rilevanti (ad esempio per le e-mail). La confezione dei messaggi
sarà gradevole, di buon gusto e se necessario anche umoristica.
Riteniamo che in un momento in cui un fenomeno così delicato
diventa sempre più invisibile, sia molto utile restituirgli
una visibilità fatta di maggior consapevolezza diffusa.
Oltre al contributo alla strutturazione di una narrativa sul fenomeno,
impegno che diviene un suggerimento aperto a tutti gli enti, istituzioni
ed associazioni, è evidente che quanto sopra rientra anche
pienamente negli ambiti di questo progetto per la possibilità
di dare maggior visibilità sociale: alle iniziative per
combattere la tratta finalizzata alla prostituzione, alla difesa
dei diritti di cittadinanza delle prostitute e agli strumenti
legislativi che li rendono praticabili.
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