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Progetto medico in Eritrea |
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Inizialmente è stato
avviato per attuare le vaccinazioni dei minorenni in Eritrea, poi
si è concentrato su altre esigenze di medicina preventiva.
Allo scoppiare della guerra nel 1998 i nostri medici sono stati impiegati
in progetti di emergenza.
Nel febbraio 2001 sono partiti per l'Eritrea, in collaborazione con
Eres , 6 dentisti volontari che sono tornati dopo 4 mesi per avvicendarsi
con un altro gruppo di volontari medici internisti, ginecologi e chirurghi
specializzati.
Successivamente, abbiamo acquistato anche un autocarro attrezzato
con sala operatoria completa ed ambulatorio per le visite di emergenza,
il quale con personale specializzato, si spostava per quelle zone
dell'Eritrea dove mancava completamente qualsiasi assistenza medica.
Attualmente, è in fase di realizzazione un microprogetto sanitario
per portare un ambulatorio odontoiatrico nella regione eritrea del
Gash Barka.
Inoltre, abbiamo realizzato un progetto per una unità sanitaria
itinerante per la vaccinazione.
Questa unità è stata formata da medici e personale specializzato
equipaggiati di apparecchiature sanitarie e medicinali che si sono
mossi, grazie ad un veicolo appositamente attrezzato, per le aree
remote dell'Eritrea non altrimenti raggiungibili.
Lo scopo principale di questa unità è stato quello di
effettuare la vaccinazione della popolazione, ma era attrezzata per
poter fronteggiare anche altri tipi di intervento medico.
L'iniziativa aveva un carattere puramente umanitario e non si poneva
limiti geografici, però le sue modalità d'intervento
erano concordate con le autorità governative locali sulla base
delle quali si è preparato un piano d'azione sanitario.
La struttura governativa era chiamata a partecipare alla messa a disposizione
del personale locale che ha accompagnato i medici nelle campagne.
Parallelamente all'atto della somministrazione dei vaccini, l'Unità
si poneva l'obiettivo di monitorare lo stato della popolazione relativamente
agli aspetti demografici e socio-sanitari, di stendere rapporti e
relazioni da inoltrare alle strutture governative in modo di favorire
la conoscenza della realtà del territorio.
Un altro aspetto rilevante dell'intervento è la formazione
di personale sanitario locale tramite corsi "on the job"
e mediante visite culturali e/o professionali in Italia.
L'Unità provvedeva, relativamente alle risorse disponibili,
allo sviluppo della logistica applicata alla "catena del freddo"
necessaria ad ogni campagna di vaccinazione, attraverso la fornitura
di frigoriferi a gas o elettrici, cold boxes, o mediante l'istruzione
del personale già in forza sulla corretta gestione della cold
chain.
Si ritiene che la durata di ogni intervento non debba essere inferiore
ai 4 mesi, al termine dei quali tutta l'attrezzatura è stata
donata al governo del paese e gestita dal personale precedentemente
formato.
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